Il cimitero dei libri dimenticati

Quando finisci di leggere un buon libro, ti senti come se avessi perso un amico. I personaggi ti hanno fatto compagnia, hai imparato a conoscerli, ti sei messo nei loro panni, hai riso e pianto con loro, qualcuno lo hai anche odiato, ormai è come se facessero parte della tua famiglia. Così quando arrivi all’ultima pagina, ti senti un po’ più solo, con un vuoto dentro! E ti poni la domanda “e adesso?”

Io mi sono sentita così, dopo aver letto i quattro libri della saga del Cimitero dei libri dimenticati, di Carlos Ruiz Zafon. Iniziata un po’ per caso (mio fratello mi ha regalato il primo romanzo L’ombra del vento) mi ha conquistata libro dopo libro: L’ombra del vento (2002), Il gioco dell’angelo (2008), Il prigioniero del cielo (2011), Il labirinto degli spiriti (2016).

Protagonista è la famiglia Sempere, nella Spagna della guerra civile e del dopoguerra, fino agli anni 60-70. Tra misteri, intrighi, omicidi, storie d’amore, di guerra e di coraggio, assistiamo alla crescita di Daniel Sempere, da ragazzino orfano di madre, a uomo e padre di famiglia. Lavora nella libreria ereditata dal padre Juan, e si trova ad indagare sulla vita e sulla morte della madre, andata via quando lui aveva solo 5 anni. Suo fedele amico e compagno è Fermin Romero de Torres che lo accompagna in ogni sua avventura.

Altro importante personaggio è lo scrittore David Martin, la cui vita è al centro del secondo libro Il gioco dell’angelo (forse il più ingarbugliato) e la cui storia si intreccia con quella di Daniel, visto che conosceva la madre.

Nel quarto e ultimo libro, Il labirinto degli spiriti, compare anche una forte figura femminile, Alicia Gris, chiamata ad indagare su un caso di importanza nazionale, sarà lei a portare alla luce la storia di Isabella Sempere.

A fare da sfondo è Barcellona, tetra e cupa, ma sempre affascinante. Leggendo i libri, andremo in giro per i vicoli della città, saliremo su tram e taxi e passeggeremo lungo le Ramblas.

Visiteremo luoghi importanti, tra i quali proprio il cimitero dei libri dimenticati, un luogo magico dove vengono conservati i libri senza un padrone e quelli salvati dall’abbandono. Quasi tutti i protagonisti entrano in contatto con questo luogo, restandone profondamente affascinati. I libri infatti, sono sempre presenti in questa saga: autori sconosciuti e misteriosi, scrittori maledetti e romanzi introvabili, sono tutti elementi fondamentali per lo sviluppo della storia.

Secondo l’autore, l’ordine di pubblicazione non corrisponde necessariamente all’ordine di lettura, in quanto la saga è un labirinto senza inizio e fine, ma solo porte d’ingresso (che sono appunto i quattro romanzi). Io credo invece, che leggerli in ordine dia un senso alla storia (già un po’ ingarbugliata con l’ingresso di David Martin) e permetta di seguire un filo logico.

A parte L’ombra del vento, infatti, gli altri due libri mi hanno lasciata un po’ in sospeso, con la storia aperta e molti punti interrogativi. Soltanto leggendo il quarto volume, tutto trova un senso, e il cerchio si chiude.

Da quando sono diventata mamma è la prima volta che riesco a leggere quattro libri in pochi mesi. La sera, dopo aver messo a letto il nanetto, e nonostante il sonno e la stanchezza mi tuffavo nella lettura. Mi dimenticavo di tutto, e non vedevo l’ora di avere quella mezz’ora tutta per me e i protagonisti del libro. Adesso l’unica domanda che mi frulla in testa è “cosa leggo?”.

Se avete consigli, dite pure 😉!!

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